Applicazione
nel sistema di distribuzione dell’impianto di riscaldamento centrale:
Il liquido che circola permanentemente attraverso i filtri ad alta efficacia
viene privato delle biomasse e delle impurita meccaniche indesiderate
che potrebbero causare depositi sulle superfici di scambio termico ed,
eventualmente, ridurre la portata dei condotti di riscaldamento e causare
un apporto inferiore del calore oppure, viceversa, un eccessivo riscaldamento
con conseguente formazione di crepe a livello dei componenti della caldaia.
Perché e necessaria un’azione preventiva
di protezione delle superfici di scambio termico dell’impianto di riscaldamento
centrale dalle incrostazioni di biomasse isolanti?
I batteri delle biomasse sono contenuti in qualsiasi tipo di acqua,
dunque anche nell’acqua trattata chimicamente. Dal momento in cui l’impianto
di riscaldamento viene messo in funzione, l’acqua per il riscaldamento
e continuamente presente al suo interno, nonché nell’intero sistema
di condotti e nei radiatori. In quest’acqua le biomasse trovano le condizioni
ideali per il loro sviluppo. Questi batteri si nutrono del metallo presente
nelle tubature e nelle superfici di scambio termico in assenza di ossigeno
e si moltiplicano sistematicamente a miliardi a temperatura ambiente
pari a 20-25 gradi C.
In inverno, nei periodi di pieno funzionamento a temperature piu elevate,
questi batteri in genere muoiono e si trasformano immediatamente in
una materia isolante viscida di color nero che, in virtu della sua stessa
consistenza, ha la capacita di depositarsi all’interno dell’intero sistema,
comprese tutte le valvole di regolazione.
Dopo soli quattro anni di esercizio queste biomasse di color nero sono
presenti in maniera evidente all’interno dell’intero impianto di riscaldamento.
Nei successivi anni di funzionamento si formano progressivamente vari
strati isolanti, i quali riducono il passaggio del calore a tal punto
che e necessario aumentare la temperatura alla fonte, vale a dire nella
caldaia o nello scambiatore termico, in maniera tale da sopperire all’eccesso
di materiale isolante formatosi.
Dopo otto anni di esercizio, questi effetti negativi generati dalle
biomasse si manifestano in maniera palese in particolar modo a livello
delle valvole di regolazione che si riescono a maneggiare con difficolta
se non affatto. Questo rappresenta gia un segnale di allerta che indica
che l’impianto di riscaldamento rende il 20-25% in
meno rispetto ad un impianto nuovo.
Negli
anni di funzionamento successivi i costi energetici e le spese legate
alla manutenzione dell’impianto aumentano considerevolmente, fino al
35% circa in piu rispetto ai costi relativi ad un impianto
di riscaldamento nuovo o pulito.
Oltre
al suddetto incremento dei costi di funzionamento, si assiste ad una
rapida diminuzione del livello delle condizioni tecniche dell’intero
impianto di riscaldamento e, di conseguenza, della durata dello stesso.
Questo fatto e allarmante, se si considerano gli attuali costi di ripristino
degli impianti di riscaldamento. Tutto cio porta, inevitabilmente, ad
una riflessione, soprattutto in considerazione del fatto che una corretta
ed efficace prevenzione consente di ridurre
al minimo le perdite di calore e di aumentare fino al triplo la durata
dell’intero impianto di riscaldamento.